Mia madre – Film –

mia_madre-moretti-buyConoscevo già l’arguzia, il garbo, la delicatezza delle narrazioni di Nanni Moretti. Il tempo adulto è qualche suo personale intralcio di vita ne hanno acuito la profondità, libera di esprimersi senza più subordinazioni dai fremiti alienanti della gioventù. La saggezza, così il valore dei sentimenti, si amplifica con l’innalzarsi della quota d’esistenza vissuta. Diventa esponenziale all’ascolto prestato a ciò che abbiamo attraversato, imparato, cercato di capire, allo sforzo profuso per elevare la materia umana che ci è spettata in dote. Certe perdite lontane e anche più recenti – con simili impedimenti – mi hanno avvicinato al senso del bene profondo così articolarmente rappresentato in questa dolcissima pellicola. L’impotenza silenziosa che si avverte nell’anima, la complicità, lo stesso amore smisurato per i miei genitori e anche per mia sorella; entrambi scomparsi, sono state un inarrestabile moltiplicatore del mio coinvolgimento al film. Ognuno vive il dolore dentro se stesso, nonostante la condivisione dei propri cari. I diversi ruoli della vita, anche i più appaganti, si mostrano inezie di fronte all’energia dei sentimenti di genesi. La straordinaria forza del nostro ricordo e di quello altrui è ciò che in vita ci sostiene, ci ripaga dai profondi tagli di ogni amarezza ricevuta, così da quel senso di privazione ineluttabile al tatto verso chi non potrà più essere accanto a noi.
Un mio aforisma scritto molto tempo fa, recita così: “Dietro lo sguardo degli altri c’è un mondo… noi lo sfioriamo appena.” Ecco, dietro i volti e la vita di molti personaggi del film, come nella realtà, c’è molto più di ciò che è rappresentato e che mai potremo intuire.
Recitato benissimo, forse leggermente lento… un po’ statico, ma per gli argomenti trattati con così evidente rispetto, non penso avrebbe potuto prescindere da un eterogèneo, morbido moto.

© Roberto Anzaldi

  4 comments for “Mia madre – Film –

  1. ladyjess
    20 maggio 2015 at 12:50

    Bellissimo commento..un film i cui Moretti racconta l’attesa della morte piu’ dolorosa, quella della propria madre e lo fa con un lavoro di analisi verso se stesso, verso il cinema e il suo cinema, cercando di evidenziare da un lato la decadenza del mondo contemporaneo e dall’altro con il senso della perdita, reale della propria madre, che in questo film, diventa il senso profondo delle nostre radici.

  2. Barbara.T.
    28 maggio 2015 at 21:39

    È vero I nostri cari perduti rimangono con noi grazie ai ricordi; il tempo passa e ci insegna che nulla è per sempre ma i ricordi non passano mai, restano con noi a farci compagnia nei momenti più bui. Ed è vero dietro ad ogni sguardo c’è l’essenza della vita di ognuno di noi che solo chi vorrà approfondire riuscirà a comprendere…mi piacerebbe vedere questo film da come lo descrivi dev’essere molto bello!

    • 29 maggio 2015 at 0:34

      Cara Barbara,

      faccio questa semplice riflessione che si è spontaneamente generata dalle tue parole:”quando la somma e il volume dei ricordi ci appaiono più grandi e importanti di ciò che, forse, riusciremo ancora a produrre nella nostra vita, penso che in quel momento e, solo in quella condizione, saremo in grado di percepire davvero quale sia stato il nostro cammino.
      Grazie e a presto!

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