Prego, non cestinare, c’è dentro la mia vita (2014)

coverUn padre scomparso troppo presto, una madre coraggiosa, dolce e orgogliosa, un’infanzia vissuta tra le difficoltà economiche e l’intensa gioia di vivere, un presente a volte doloroso, un desiderio di felicità e la voglia di comunicare il proprio mondo interiore. Prego, non cestinare, c’è dentro la mia vita è tutto questo: un fiume in piena di pensieri, ricordi, descrizioni di situazioni e sentimenti, vissuti in parte nella sua città, Milano. Un flusso inarrestabile di coscienza in cui l’autore esprime la parte più intima di se stesso analizzando la propria vita, il proprio passato e il proprio presente, trasferendo su un foglio di carta tutte le sensazioni che affiorano nella sua mente. Una confessione a tratti ruvida, personale che evidenzia tutta la sensibilità di un essere umano, con l’intento e speranza che il lettore possa arrivare a immedesimarsi nelle sue parole, giungendo a sovrapporre le proprie esperienze, così le molte sensazioni, con quelle narrate.

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  4 comments for “Prego, non cestinare, c’è dentro la mia vita (2014)

  1. Daniela Macaluso
    22 giugno 2015 at 11:39

    Mi hai fatto leggere una “poesia lunga un’esistenza”. Estrinsecazione di anima e cuore. Pathos allo stato puro. Complimenti.
    Aggiungo.. Mi hai anche fatto rileggere “Uno, nessuno e centomila”. Sempre nuovo. Adatto ad ogni fase della nostra storia. Mutevole e flessibile come l’essere umano e la Vita: quella che ognuno sente dentro di sè, nonostante tutto…
    Insomma, grazie e ancora complimenti! 

  2. 22 giugno 2015 at 16:45

    Gentilissima Daniela,

    ti ringrazio per aver voluto condividere pubblicamente questa tua lusinghiera riflessione. Felice di averti potuto donare qualche buona emozione. In fondo, una delle ragioni per cui scrivo è proprio questa!
    Buone cose e… a presto!

  3. Elena Colantoni
    22 settembre 2015 at 11:54

    Bisogna aver rispetto delle parole.

    Da un pò di tempo gironzolavo sul sito di Robero Anzaldi leggendo le cose da lui pubblicate, e mi aveva incuriosito il suo libro.
    Così, sapendo che avrebbe fatto un passaggio a Bologna ci siamo messi d’accordo per poterci incontrare ed avere direttamente da lui una copia.
    Durante il nostro incontro Roberto, facendo un pò le sue considerazioni sul mondo letterario attuale, ha detto una frase che mi ha molto colpito:”Bisogna avere rispetto per le parole”

    Tornata a casa ho iniziato subito il libro, e nei due giorni della sua permanenza, ho scambiato praticamente in diretta le emozioni che il libro suscitava in me durante la sua lettura…
    Singolare esperienza per un lettore e anche per un autore!
    Devo dire che ho effettivamente trovato, quello che aveva affermato
    Roberto durante la nostra conversazione: il rispetto per la parola.

    Rispetto assolutamente necessario perchè si possa trasmettere efficacemente al lettore il proprio vissuto, l’esperienza emotiva, i sentimenti passati nel cuore. E che, a sua volta, il lettore possa farli propri.
    Questo devo dire ho trovato nei racconti e nelle riflessioni dell’autore,che descrivono la sua vita dall’infanzia ad oggi, densa di immagini ,emozioni,esperienze di vita.
    Una vita intera,con le cose belle e quelle dolorose ma affrontate con determinazione e con la forza di buone relazioni familiari.
    E così, vuoi per gli anni descritti che mi appartengono anagraficamente, vuoi per l’ambientazione in una Milano grande città del nord come Bologna,mi sono sentita un pò a casa,e mi sono riconosciuta in moltissime emozioni e situazioni descritte nelle pagine del libro.

    Termino qui, e saluto tutti voi, prendendo spunto, e Roberto non me ne voglia, dall’ultima riga del suo libro…dove un punto ha sempre un a capo

    • 22 settembre 2015 at 17:12

      Cara Elena,

      lascio agli utenti le tue belle parole da leggere, che mi gratificano enormemente, senza aggiungere fiumi di parole. Mi nutro felicemente di ciò il narrare delle emozioni possa generare nelle vite altrui.
      Solo grazie… davvero!
      A presto…

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