D’amor… furono bocche

Ricordo i nostri baci…
caldi, infiniti, abissali.
Pasto dell’anima,
cibo dei sensi,
bocche d’amore.

Andati come il tempo;
sapori perduti, rinnegati,
umiliati dall’indifferenza.

Ora mi accosto…
le tue labbra colme d’odio,
invitano getti di lava bollente
a inondarmi il corpo,
la bocca.

Raffreddandosi…
mi lasceranno immobile,
impenetrabile.

Donandomi il tempo
da condividere con
gelide statue di pietra,
immerse nel loro
eterno dolore.

© Roberto Anzaldi

  2 comments for “D’amor… furono bocche

  1. Barbara.T.
    23 aprile 2015 at 6:16

    Non sempre l’amore dura in eterno; l’amore è difficile da comprendere, nasce spesso dal fuoco della passione che sembra accecarci, quando poi si spegne rimane una realtà che spesso non comprendiamo, vediamo cose che non ci piacciono, ci accorgiamo che la persona che ci sta accanto forse non è adatta a noi o noi non siamo adatti a lei e non possiamo far altro che prenderne atto; a volte si cerca di andare avanti ugualmente in un rapporto che non funziona perché spesso ci son di mezzo i figli ma in questo modo si rischia di farsi ancor più male, la cosa più giusta da fare sarebbe quella di lasciarsi la libertà reciproca cercando di non arrecare danno a nessuno…Ah l’amore com’è complicato! C’è tanto dolore in questa poesia; molto profonda! Buona giornata Roberto!

  2. 23 aprile 2015 at 6:38

    Cara barbara,
    scegliere non è mai facile e neppure lo si può fare senza arrecare dolore a chi subisce quella scelta, al di là delle responsabilità o demeriti. Io l’ho fatta, quella scelta, senza rinnegare nulla né dimenticando per un solo secondo il mio ruolo di padre, ma portando con me tutti gli intralci e il dolore che una separazione comporta. Il male deve essere masticato tutto, fino in fondo! Questo è il gravoso tributo saldato alla propria consapevolezza.
    Buona giornata a te!

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