Un tenero abbrivio…

Roberto redattoreErano i gloriosi Anni 80, c’era un ragazzo qualunque alle prese con la passione dei CB. Notti insonni ma meravigliose, infinite, rubate al sonno e ad altre giovani priorità, trascorse a “baraccare” (in gergo, il Baracchino è l’apparecchiatura ricetrasmittente, il “CB”: banda cittadina, appunto) con altri pionieri della comunicazione via etere, desiderosi di condividere, di conoscere opinioni altrui. Un primitivo tentativo di  “virtual social” senza neppure conoscere, da questo punto di vista, cosa avrebbe riservato al futuro di tutti questa condizione.  L’immagine originale a sinistra è parte dell’archivio fotografico di un vecchio amico, che oggi ha voluto condividerla postandola sulla suo profilo Facebook . E’ stato come un profondo tuffo nel passato mai troppo distante, comunque. Forse è proprio questa la straordinaria bellezza e forza dei ricordi.  Basta una fotografia per evocare una vita intera e non soltanto la propria. La catena delle immagini si compone, si moltiplica nella mente, ricreando luoghi, persone… eterne emozioni.
Per chi non lo avesse ancora capito, ero io (sono io) quel ragazzo quasi ossuto dai folti e neri capelli. Uno sguardo languido, innocente che la vita futura e in attesa non aveva ancora del tutto compromesso, nonostante la grave e già prematura perdita paterna.CBH 1000 large

P.S.

il mio nome in codice era; ora che sono trascorsi più di trent’anni posso anche rivelarlo: “Bizzarro”, questo era il mio nickname, anche se questa tecnologica parola, al tempo, non era ancora di pubblico utilizzo.

 © Roberto Anzaldi

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