“Dai nostri pensieri assolti, un flusso disuguale di medesime, intime maree…”

Carissimi Maurizio e Annalisa,
ci siamo ritrovati, per un assoluto capriccio delle ipotesi, dentro una piccola misura di tempo condiviso, calpestando un territorio amico e la sua antica storia. Consegnata in dono a questa terra di Romagna perché potesse incontrare il calore del sole, l’estro gioviale della gente, così come il liquiforme avanzare di questo mare, capace di mostrarsi sorprendentemente azzurro per le sue possibilità d’essere “chiuso”. Un luogo di amabili ricordi, rimasti evocanti nella testa per entrambi, dopo il trascorrere di molta, personale vita. La conta degli anni fuggiti altrove è a doppia cifra, tra noi; quasi spaventa. Un abisso infinito di giorni in fila, di splendidi affetti come di tristi nostalgie, di volti appuntati per sempre alla porta del tempo. Qualche delicata sgualcitura dei tratti è umana opera che davvero commuove, confermandoci un prezioso passaggio certamente avvenuto, ma dai contorni ancora indulgenti.
Eccomi qui, ora, come testimone “scriba”, raccogliere parole germogliate dall’urgenza di pensieri conversati su piccoli ritagli di foglio. Ammaliato da come la magia di un recente incontro – il nostro – possa aver potuto sorprenderci nuovamente, trattenendo, in sé, ogni valore riconosciuto, gli intatti profumi delle cose mai dimenticate, mitigando, per quel po’, le tristezze per tutto ciò che resterà, comunque, solida materia, patrimonio “vitae” nella nostra intima memoria.
Vi abbraccio davvero molto!
Roberto


 

Riccione, domenica 8.9.2013 -stanza 352-
Maurizio: “Possono
due mondi alternativi
vedere le stesse cose
in maniera differente?
Può essere
se nell’unicità dell’essere
gli scopi sono gli stessi.
Amore pace
e tanta immaginazione”.

 

Riccione, domenica 8.9.2013 –stanza 472-
Roberto: “… e di tutto ciò che il mondo separa, nella quotidianità di spazi ampi, il cuore ne conserva memoria, stringendo a sé il bene degli affetti rimasti tali, spontanei. Pronti per essere condivisi in un prossimo incontro di vita… ancora una volta!”


Riccione, lunedì 9.9.2013 –stanza 352-
Maurizio: “… e una volta ancora
gli spiriti si uniranno
permettendoci di riflettere
nel poi del giorno dopo
per comprendere
quello che generalmente
fluisce tra le dita.
nella continuità della vita.
Nell’odierno
nell’alba di un nuovo sole
per il gusto di trasmettere
quello che dentro ci assale
ci tormenta
ci rende felici”.

 

Riccione, lunedì 9.9.2013 –stanza 472-
Roberto: “… seguono i giorni, così i pensieri. L’unica via di salvezza è riconoscere una possibilità allo stupore. Cercare, negli altri, quella stessa luce che abbaglia gli intenti più veri. L’uomo cerca lontano da sé ciò che non sa, invece, camminargli accanto. Basta il valore della sensibilità, come misura di terra buona da coltivare dentro noi stessi. Il frutto, poi, sarà colto dentro un’emozione, una qualsiasi!”

 

Riccione, martedì 10.9.2013 –stanza 352-
Maurizio: “Un’emozione continua la nostra vita!
Percepire,
comprendere,
dilaniarsi la mente
per trasmettere
il fuoco interiore
che mangia
che divora
che lascia la bilancia della vita
in perfetto equilibrio.
Per una continua ricerca
di libertà assoluta!
Per un continuo magone
che fa di noi stessi
quel che siamo veramente
artisti!
Saltimbanchi dell’impossibile
che si nutrono del niente
per trasformarlo
in quelle impalpabili sensazioni
che ci riuniscono
nell’infinito stellare.
Un puntino nel nulla
che ci aiuta a rimanere
dei monelli vivaci
in poche parole
uomini veri
e non traditori di
semplici parole”.
M. Strepparola (campione di minigolf)

 

Riccione, martedì 10.9.2013 –stanza 472-
Roberto: “… ci sarà sempre qualche demone nuovo da sconfiggere, l’ordine imbrogliato delle cose dice questo. Conoscere lo sguardo del sestante tenendo per mano il passato. Così voglio “nutrirmi”, legando i due capi della mia vita come fossero vertici di una corda da salto. Io, in mezzo, m’impegno, sudo, mi contorco… rido! Il coraggio dei pensieri svincolati terrà salde le mie gambe. Il mio cuore bambino mi aiuterà a combattere i venti gelidi degli inverni che arriveranno, prima o poi, ne sono consapevole, ma il sapere che dentro al cuore degl’altri – di alcuni – naviga il moto dello stesso mare, è cosa che commuove e aiuta.
Per tutto ciò e per molto altro, in verità, cammino la mia strada regalando sorrisi!”
Roberto Anzaldi
P.S.
Le ultime tre buche in due tiri!
“Che sport di merda, il minigolf!”

 

Riccione, mercoledì 11.9.2013 –stanza 352-
Maurizio: “Un brivido,
un’emozione forte
l’aver conosciuto
un uomo d’un altro pianeta.
Lo stesso mio!
Un alchimista
dedito
al gioco della trasformazione
quella dolce arte
di saper accettare
la propria tristezza
per ricomporla
nella felicità altrui”.
P. S.
Isa è la + abbronzata.

 

Riccione, mercoledì 11.9.2013 –stanza 472-
Roberto: “… abitano più concetti scritti negli occhi di chi condivide un medesimo “sentire”, che in tante parole abusate, cascate in ordine sparso dalle bocche aride di chi le pronuncia senza verità, né passione alcuna. Si può credere con un semplice sorriso o piangere dentro il silenzio di una negazione. Paure e desideri sbaragliano gli intenti confondendoci; così le inquietudini sempre nuove e caparbie.
Resistere è ciò che vorrei per quell’uomo, tenendo nelle tasche i giorni da spendere nella folle ”corte” della vita”.

 

Riccione, giovedì 12.9.2013 –stanza352-
Maurizio: “Un gioco
il nostro gioco
un modo per parlarsi
per sapere
per ricongiungersi con se stessi.
Un modo aristocratico
per comprendere
il più in la
per entrare nell’estasi
con la coscienza pulita
linda
fatta di luce accecante.
Un gioco
il nostro destino
fatto di montagne
e sottosuolo
di ricordi
comunque conciliabili
impercettibili
importanti
per chi fin d’ora
ha condotto una vita libera
controtendenza
ribelle
colma di ostacoli
magari voluti
ma in ogni caso
accompagnati d’attimi di felicità
inspiegabili
gli stessi che spero
impossessarsi della terra
del mondo
del cosmo.
Dove in un angolo
una stella ci attenda
per la continuazione
della nostra
meravigliosa conversazione”.
P.S.
Isa ha dimenticato il libro.

 

Riccione, giovedì 12.9.2013 –stanza 352- 0re 14.30 circa. Considerazione flash dopo avere letto un mio racconto.
Maurizio: “D’impatto a questo racconto, una cosa mi sovviene da scrivere: “Una piuma d’angelo caduta dal cielo, bella e suadente come un tocco degli dei”.
Complimenti!

 

Riccione, giovedì 12.9.2013 –stanza -472-
Roberto: “… e le stelle sono tutte al loro posto, ora! Come fossero un’assemblea di luci pulsanti; quasi avessero un cuore. Fari nella notte di noi naviganti e dei nostri ultimi pensieri, prima di un sonno tardivo. Un filo ostinato di sorrisi e “ritrovamenti” unisce la quiete di questa notte, prima di ritrovare la magia di un nuovo giorno da onorare. Così saranno le risa chiassose e il bisogno di affermare convinzioni. Attori, noi, di altre ricerche… astrazioni da difendere, e felici di poter intendere altre ragioni”.
P.S.
Felice che il racconto ti sia piaciuto! Grazie

 

Riccione, giovedì 12.9.2013 –stanza 352-
Maurizio: Bello
sentirsi navigatori dell’impossibile.
Bello è ricercare la calma silenziosa.
Bello è scoprire altri noi stessi.
Bello è ritrovarsi attorno a un piccolo
desco.
Bello è definirsi liberi
dalle catene dell’ignoranza.
Bello è
rivedersi senza che nulla sia cambiato
ma ho la mente in tempesta
e devo andare senza meta
sperando d’incontrare
un altro pianeta come il nostro
credendo così
che tutto sia bello
che tutto sia giusto.
Come un bambino
mi dibatto capriccioso
per la corte della mia essenza
senza mai dimenticare
il mio vecchio cuore
di marinaio galattico
perché la mente del giusto
non è nulla
senza un cuore da leone.
Breve appendice su altro ritaglio: “Sono in preda alle mie convulsioni mentali per scrivere solo un semplice Grazie Roberto”.

 

Riccione, venerdì 13.9.2013 –stanza 472-
Roberto: “Leggendo tra le pagine di un tuo scritto, ritrovo parole che ho già conosciuto dalla tua voce, nel raccontarsi – senza veli – di un uomo attraverso il suo vissuto distante, pagando pesanti tributi ad alcune scelte che, consapevolmente, riconosce non essere state esemplari. Emerge prepotente, poi, una ricerca come necessità di riscatto, percorrendo strade lastricate di nuovi errori, appartenenti a sconfitte certe di altri uomini, però, pur se possessori d’identica spettanza di vivido sangue. Fardelli ancora pulsanti, al di là di propri confini imposti come baluardi dichiarati a nuove, inevitabili sofferenze.
Difendersi, innanzitutto, perché il recinto dell’equilibrio resta costantemente precario e deve essere rinforzato, di continuo. Troppi i venti malvagi, così i geli dell’anima da dover mitigare con altre “forme”, buoni intenti.
Lascia sedimentare le offese e il peso di ogni mancanza. Riconosci, alla forza empirica del destino senza riserva alcuna, quel valore assoluto di poter essere una somma.
A chi ti cammina accanto, invece, rinnova il senso compiuto di quell’incontro che aiuta a tenere – ancora oggi – salde le tue gambe.
Spero che queste mie parole possano, Maurizio, esserti di potente antidoto contro le tue conclamate “convulsioni mentali”.
Roberto

© Roberto Anzaldi

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