Navigante…

Dunque è questa la mia via maestra,
così lontana dalle brume dell’ieri…
umida prigione avvolgevi i miei giorni
di sequenze sterili, consumati in attonita fonda.

Come fiero schiavo ammutinato al nulla,
ripreso ho i remi della mia fresca esistenza,
lasciando a nuovo incanto il lambire dei fianchi,
come lustra carena di nave solchi mari del tempo.

A vista è la mia rotta, senza strumenti o sestanti,
consapevole del lungo tratto sin qui navigato,
del sale che è addosso, come scorza sapiente,
a proteggermi l’anima dai venti e tempeste.

Non è un comodo approdo questo limpido intento,
ma saggiare quest’acque profonde immerse nei cuori
ascoltando un’eufonia giungere dall’onda costante,
che innalza spuma d’infinite passioni… mai dome.

Ho attraversato i mari della vita inseguendo certezze,
esplorando l’orizzonte mutare ancora il mio essere forma,
leggendo stelle nella volta infinita chiedendo un perdono,
a questo mio essere fragile uomo, senza preghiera alcuna.

© Roberto Anzaldi

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