L’esistenza appesa (acrostico)

Lenta come goccia di miele
esce adagio dal denso nettare
senza pausa di rumore alcuno
ignaro il cuore di quel flusso
sta immobile sul lento scivolare
trattenuto quasi di paura;
erosione di ferita d’amore
nudo slabbro di vivido dolore
zigzaga lento dal suo fiotto
aperto da un male incompreso.

Ascolta se ancora hai orecchi
per non smarrirne il passo
preteso ai giorni da noi stessi
eremiti di una vita tra-passata
sotto misere strade abbandonate
al muto staccarsi di sensi monchi.

© Roberto Anzaldi

  2 comments for “L’esistenza appesa (acrostico)

  1. Barbara.T.
    21 aprile 2015 at 6:19

    Sarebbe tutto più semplice se noi riuscissimo a vivere ciò che ci accade con distacco, di certo non sentiremo il dolore che deriva da un distacco, non avvertire mai la paura, la rabbia. Ma siamo esseri umani e non possiamo fare a meno di “sentire”, siamo stati creati apposta con la capacità di “sentire” e io credo che sia proprio il nostro “sentire” che ci apre gli occhi sulla realtà; son le nostre sofferenze, le nostre paure che una volta comprese e accettate ci rendono più forti e più aperti e empatici nei confronti delle paure e delle sofferenze altrui. Bella poesia! Buona giornata Roberto!

  2. 21 aprile 2015 at 19:16

    Non desidero commentare ciò che hai scritto, che condivido, tra l’altro, se non per la meraviglia di poter constatare, ancora una volta, come la straordinaria forza delle parole scritte si trasformi in emozioni, assimilate per osmosi dalle altrui capacità di “sentire”.
    Grazie per tuo il passaggio…

Lascia un commento