L’esistenza appesa (acrostico)

Lenta come goccia di miele
esce adagio dal denso nettare
senza pausa di rumore alcuno
ignaro il cuore di quel flusso
sta immobile sul lento scivolare
trattenuto quasi di paura;
erosione di ferita d’amore
nudo slabbro di vivido dolore
zigzaga lento dal suo fiotto
aperto da un male incompreso.

Ascolta se ancora hai orecchi
per non smarrirne il passo
preteso ai giorni da noi stessi
eremiti di una vita tra-passata
sotto misere strade abbandonate
al muto staccarsi di sensi monchi.

© Roberto Anzaldi

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