Io peccatore prego… così!

Quando decidesti di guardare il Padre
volgendo il capo, le spalle al creato,
cercando specchio nei suoi occhi
a rimandarne ogni scempio?
Impresso nelle tue carni ricevesti
Santo mandato al dominio terreno.

Così la luce avvertì il mistero
e nella luce tornasti al Padre.

Secoli d’amore ammantati di sangue,
biechi carnefici attraversano i tempi
impastando vite colpevoli a morti innocenti,
immersi nell’atroce nulla di molti “credo”.

Quale orrore non saziato è
assente al giudizio celeste?
Cosa vedranno ancora stirpi
incolpevoli macchiate da un gesto?

Ci lasciasti l’amore incompreso,
ineluttabile disegno di un Divino,
unto da apostolica menzogna:
quell’eccentrico “libero arbitrio”.

Così la luce avvertì il mistero
e nella luce tornasti al Padre.

Perdonami, se mai potrai Dio mio.
Sono figlio minore, colpevole e blasfemo.
Ai margini e nel tempo di terrena dimora,
prego al ricordo del tuo volto incurvato,
l’eterno sguardo così tanto promesso.

© Roberto Anzaldi

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