Giochi d’ombre

Il sole in lenta piega sulla mia nera scia
sfugge muto vibrando dietro l’orizzonte.
Torno a casa dal mio giorno morto e uguale
seguendo di strada adagio fino a quel bivio
senza più voltare ascolto al tempo antico.

Sei pensiero improvviso librato agli occhi
come sottile forma d’antichi gesti attesi.
E mentre mite in me s’affaccia un sorriso raro
impaziente il buio stende luci d’oro nella sera.

Liberami un punto calmo dietro la tua nera scia
stringerò piano quell’ombra prima di meritarti.
Lunga e sottile al suolo rende adagio il passo
alla notte che muta incalza su ambiziose note
scoprendo ancora un cuore degno chiamarti amore.

© Roberto Anzaldi

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