Conosco i miei giorni…

Forse ho scritto di me infinite lune
sostando in un tempo a forma di fine
luci di antiche stelle spente in pensieri
come polvere di comete sulle spalle
soffiata in istanti da un lucido vento.

Alberi amici di brezza autunnale
vellicati dall’aria che fugge tra i rami
mostrano gioia all’andar delle foglie
rivendicando natura frusciando leggeri.

Anch’io come loro mi ascolto nei sensi
idioma di gesti accompagna il mio tempo
che lento si espande in radici capaci
di reggere raffiche che piegano il cuore.

C’è senso dovuto nell’esserne parte
calpesto il suolo di questo cammino
limando ai ricordi un pianto antico
lavato nel fiume che scorre nei se
mentre un bavero alzato si fa corteccia.

© Roberto Anzaldi

  4 comments for “Conosco i miei giorni…

  1. Barbara.T.
    11 maggio 2015 at 21:01

    I giorni passati non son passati invano, son serviti ad aprirti la mente, così come i dolori passati che non scorderai mai; una grande forza è nata dentro di te grazie a loro, una forza che ti spinge ad andare avanti senza arrenderti mai, consapevole del fatto che nella vita tutto si può e si deve affrontare senza mai abbattersi! Bella poesia Roberto!

  2. 11 maggio 2015 at 23:55

    Carissima Barbara,

    tutto ha un prezzo da elargire per ciò che desideriamo sia la nostra vita. Il riuscirvi, poi, potrebbe essere disgiunto dalla nostra volontà e impegno profuso, rivolto a questo traguardo.
    Non parlo di vita per la vita, ma per la ricerca del suo massimo spessore. Un valore da ricercare, comunque. Ognuno scelga il suo!
    A presto…

  3. Elena Colantoni
    22 settembre 2015 at 11:34

    Salde radici che ti tengono in piedi nonostante venti impetuosi. Il tuo passato affettivo, fatto di buone relazioni familiari, ha contribuito a tale solidità.
    Il bavero alzato che si fa corteccia…bellissima immagine, vorrei pensarlo come protezione naturale da eventi che a volte potrebbero scalfire l’anima più intima e delicata del tuo essere, e non come barriera eretta tra te e il mondo nei momenti più duri.
    Magari un momento di intima chiusura per riprendere forza…di riflessione, di riposo.

    • 22 settembre 2015 at 17:24

      Ciao Eelena,

      ci sono entrambe le condizioni da te considerate. Siamo esseri mutevoli, come lo sono le situazioni, le gioie, gli intralci che incontriamo nel nostro lungo – si spera – cammino di vita. Ecco perché, credo, sia necessario che le nostre reazioni al vissuto siano possibilmente malleabili. Ciò, non sottintende affatto l’essere come “banderuole” al vento, bensì saper affrontare e capirne le direzioni, di quei molti venti.
      Grazie, a presto…

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