Ascolti…

Sono quella voce calma d’ogni triste ascolto,
di segreti arginati dietro angoli muti, lingua
stanca d’altrui narrare menzogne coraggiose.

Altri ascolti avvilenti nel sottrarmi un vigore,
forme mentis, linfe antiche come legna arsa,
sfaldare resilienze d’anima nel darsi miserie.

Il carico degli intralci accalca realtà ed egoismi,
senza cura, né pensieri dedicati a quegli aiuti,
concessi senza meriti nelle attese di consensi.

Eppure vorrei distendermi ascoltando carezze,
quel profumo leggero di pelle mossa su di me,
altri respiri consapevoli, vibrati in sottili suoni.

Infondermi una pace senza scambi, accogliermi
una volta, soccorrere la forma di bisogni taciuti,
l’assalto delicato nominare una parola: amore!

© Roberto Anzaldi