Lungo il tuo corpo

Hai lunghe dita; cortecce consumate in intralci di scelte,
stanche, coricate sul mio petto ascoltano attimi di vita.
Il respiro è docile, carico di sonno, sottile e appagato.
Lungo il corpo, la mia mano percorre ogni tuo silenzio,
accompagnando lievi carezze posate con misura su di te.
L’impeto di un bel temporale è appena fuggito altrove,
lasciando ai ricordi gli intensi colori dei suoi traguardi.
Fragile, delicata la tua posa di lato, lievemente scossa,
ceduta ai battiti vermigli di un piccolo cuore in sospeso.
Resterà dentro di me, così il tuo profilo finemente arreso,
ma tu non intenderai altro di tutta la vita che mi attende,
e non per questo tempo contrario e di assolute memorie.
L’angolo delle nostre esistenze ha già svoltato il suo passo,
senza inganni di banali promesse, altre sciocche narrazioni.
Un transito condiviso spetta all’anima, non aggiungo verbi.
Discrete le mie dita, ora, a mietere racconti nei tuoi capelli;
corti fili di seta al tatto, arrestati sul tenero ciglio della nuca.
Una tinta di luce, omaggio della notte, si adagia sul tuo collo,
proteso verso i sogni inconfessati, così dentro ciò che resterà
scolpito nei tuoi occhi limpidi, accostati a questo dolce addio.

© Roberto Anzaldi